Il monopolio della cultura e l’assoluzione del terrorismo

L’ultimo Capodanno ha visto, a Firenze, l’esplosione di una bomba nei pressi della libreria “il Bargello”, vicino al partito politico di destra CasaPound; l’ordigno ha fatto perdere una mano ed un occhio ad un artificiere, e solo per pura fortuna l’esplosione non ha visto il coinvolgimento di altre persone.
A prescindere da cosa si pensi di CasaPound, è innegabile che questo sia un atto di terrorismo, che solo per pura fortuna non ha visto un bilancio peggiore, come del resto poteva accadere considerando l’assembramento di gente nei giorni dell’ultimo dell’anno; numerosi sono gli attacchi, anche bombaroli, che nei suoi anni di esistenza CasaPound ha dovuto subire ad opera di una determinata parte politica. E per attacchi non intendo solo questi, pur se questi sono tra i più gravi, e che si sperava ormai sepolti in un lontano passato di decenni fa.
Sì, perché gli attacchi che CasaPound (o altre realtà come Forza Nuova e, più in piccolo, la Lega Nord e Fratelli d’Italia, partiti tutti, peraltro, molto diversi tra loro) deve subire non si limitano solo a violenze contro i propri militanti o le proprie sedi, ma anche a tutta una capillare opera di disinformazione e delegittimazione ad opera dell’intellighentzia liberal e progressista che, da più di cinquant’anni, monopolizza e ammorba la cultura occidentale. È inutile che intellettuali e politici liberal solidarizzino per l’attentato subito, se lo fanno, quando poi sono loro i primi a legittimare culturalmente tali attacchi.
Tutti questi slogan stupidi (“I fascisti non sono esseri umani”, “Uccidere un fascista non è reato”, “Fischia il vento…”) hanno condotto non solo all’emarginazione di molte persone, ma spesso anche alla loro morte, come nel caso lontano di Sergio Ramelli o dei ragazzi di Via Acca Larentia, e fa specie vedere, a distanza di anni, che le stesse scemenze sono ripetute con gli stessi effetti, e solo per fortuna stavolta si sono evitati morti e feriti gravi in gran numero.

Strage di Acca Larentia è la denominazione giornalistica[1] del pluriomicidio a sfondo politico avvenuto a Roma il 7 gennaio 1978, in cui furono uccisi due giovani attivisti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, che caddero assassinati in un agguato davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larentia. All’evento è tradizionalmente collegata la morte di un altro attivista di Destra, Stefano Recchioni, che venne ucciso qualche ora dopo da un capitano dei Carabinieri, durante gli scontri scoppiati con le forze dell’ordine in seguito ad una spontanea manifestazione di protesta, organizzata davanti alla stessa sede dai militanti missini.


La teppaglia dei centri (o cessi) sociali, ottusa e violenta, è solo manovalanza a basso prezzo di una classe politica e culturale che da decenni monopolizza tutti i posti di potere, e che anche per questo è ormai insterilita, incapace di leggere la società, sempre più disunita e in crisi, e anzi di accusarla di “ignoranza” quando alle elezioni vota qualcosa di diverso da quello indicato. Forse non metterà bombe o non userà chiavi inglesi, ma questa classe egemone è parimenti untuosa e ipocrita, né del resto ci si scordi delle protezioni, date per decenni, a terroristi rossi (come gli autori del rogo di Primavalle) di ogni risma.

Foto iconica del rogo di Primavalle

O, ancora, non si dimentichi che questa gente sono i figli e i nipoti, biologici e ideologici, dei partigiani che mettevano le bombe, come a Via Rasella, per scatenare apposta le rappresaglie tedesche.
In un’Italia che non vede più presente il fascismo, esperienza storico-politica ben determinata e che è cessata definitivamente con la morte di Mussolini il 28 aprile 1945, queste persone perpetrano da decenni autentici stereotipi, e in cambio si sono bevute e soprattutto hanno fatto bere tutte le peggiori porcherie messe in atto contro il loro stesso popolo, da ultimi i trattati europei, i finti “diritti civili” e la scandalosa politica migratoria, legati poi all’erosione dei diritti sociali e della vita di comunità. Ormai il giochino del “fascismo” non rende più (oltre al fatto che ha stufato enormemente l’accusa di “fascismo” a tutto quanto respira), e non è un caso che i centri sociali siano sempre meno sopportati nei quartieri, quartieri popolari, poi, che ormai votano sempre più in massa per i partiti “populisti” o sfacciatamente “di destra” (e quindi “fascisti”), mentre i partiti e i giornali di riferimento di questi soloni liberal sono ormai scelti solamente nei quartieri ricchi e centrali delle grandi città.
Da ultimo, non ci si dimentichi che l’obiettivo dell’attacco di Firenze è stata una libreria con annesso centro culturale, così come due anni fa, a Milano, era stata colpita, in una maniera simile, la Libreria Ritter; quando sentirete questa gente, va da sé colta e superiore, dire che il fascismo si cura leggendo (e tutti quegli intellettuali italiani ed europei, come Pirandello o Celine o Eliade, che spontaneamente aderirono al fascismo?) o che dal fascismo non può venire cultura, beh, ridetegli in faccia, e ricordate a questi ipocriti che ad essere colpite di recente sono state proprio due librerie! Lezioni da simili persone non vanno più accettate, in nessuna maniera.

Informazioni su Roberto De Albentiis

"Classe 1991, studente di Liceo Classico e laureato in Giurisprudenza; si interessa anche di Scienza Politica, Economia, Storia e Filosofia, ma sa rilassarsi con cinema, videogiochi e concerti metal. Collaboratore volenteroso del sito."
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Un commento

  1. Placido Spadaro

    Non conoscevo il Vs. sito. Vi sono arrivato attraverso “la rassegna stampa” dell’Arianna Editrice.
    Io sono della classe 50 è il passato lo vissuto in diretta. Le pertinenti osservazioni di un Classe ’91 non possono che farmi piacere, la speranza non è del tutto tramontata. I Sinistri Inellettuali dominano “gramscianamente” tutte le tastiere della comunicazione e in dtile “1984” raccontano le notizie, giusto. Ma la quotidianità della battaglia quotidianità dei “periferici” ora solo per arrivare alla sera non ha una consapevolezza comunitaria e soprattutto non esiste una prospettiva alternativa che non sia legata alla sindrome della % elettorale. A Lei l’onore e l’onore di attuare una nuova Insorgenza contro questi Giacobini 2.0.

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