La “giusta” violenza

Durante la 74esima edizione dei Golden Globe, Meryl Streep ha attaccato il neoeletto presidente Donald Trump; chi se lo sarebbe mai aspettato da una delle più influenti alleate nello star system, durante la campagna elettorale, di Hillary Clinton?. L’attrice, tre volte premio Oscar, l’ha criticato pur non citandolo mai apertamente dicendo che l’esibizione più straziante dell’anno è stata proprio quella del tycoon. “La persona che chiede di occupare il posto più rispettato del nostro paese ha preso in giro un giornalista disabile. Se i potenti usano il proprio potere per bullizzare gli altri perdiamo tutti: la mancanza di rispetto porta altra mancanza di rispetto e la violenza invita ad altra violenza”; queste sono le esatte parole pronunciate dall’ambasciatrice Hollywoodiana che, come prevedibile, è stata ampiamente applaudita in sala.

Naturalmente, essendo l’evento trasmesso in mondovisione, il discorso ha fatto il giro del mondo venendo prontamente condiviso da tutti quei noti sostenitori dell’ex first lady che, nonostante la clamorosa sconfitta elettorale, non hanno mai smesso di supportarla denigrando il loro avversario dal ciuffo biondo tinto; sostenitori che possono essere tranquillamente riconosciuti in tutti i principali media occidentali. Non a caso, infatti, tutte le più importanti testate giornalistiche, così come i vari telegiornali nazionali, hanno dato grande eco alla notizia mettendola in primo piano.

Davanti a tutto ciò una sola domanda mi è sorta spontanea: dove era Meryl Streep quando il 3 gennaio scorso a Chicago, è stato sequestrato e torturato da quattro afroamericani (due ragazzi e due ragazze) un diciottenne disabile? la sua colpa? Avere i genitori che hanno votato per Donald Trump. Il video con le torture, della durata di oltre 30 minuti, è stato pubblicato su Facebook per poi essere successivamente tolto dalle autorità competenti.

Nel filmato i quattro giovani torturatori mettono un cerotto sulla bocca all’indifesa vittima e la legano per poi tagliarle una parte di cuoio capelluto; come se non bastasse, il povero ragazzo viene preso a calci e gli vengono spente sigarette sul corpo. Perché per questo atto di incredibile violenza non si è assistito a nessuna condanna pubblica da parte di personaggi dello star system? Perché i media non hanno evidenziato la notizia? La violenza, l’ignoranza, la brutalità sono caratteristiche che vengono sempre e solo attribuite all’elettorato che ha votato il nuovo Presidente, eppure i fatti hanno dimostrato come questi atteggiamenti siano un tratto distintivo dei fan di Hillary.

I volti dei quattro giovani torturatori che, al grido di “fuck Trump, fuck white people” hanno seviziato il diciottenne disabile

Le manifestazioni post 9 Novembre, tanto evidenziate dai nostri telegiornali, dove la violenza e l’intolleranza per gli avversari politici sono state mascherate da un certo tipo di informazione, vennero organizzate e portate avanti da i votanti democratici o dai supporter di Donald Trump? Chi ha contestato, in tutti i modi possibili ed immaginabili, il risultato elettorale tanto da arrivare a pagare milioni per il riconteggio dei voti in alcuni stati chiave? (riconteggi che sono finiti attribuendo ulteriori voti al candidato Repubblicano ma, naturalmente, la notizia doveva essere il riconteggio per sospetti brogli, non il risultato).
Tutto ciò non deve sorprendere nessuno, d’altronde quel che ha detto Meryl Streep è veritiero, la mancanza di rispetto porta altra mancanza di rispetto, la violenza porta altra violenza; potrebbero forse i democratici comportarsi in altra maniera se, in piena campagna elettorale, la loro candidata presidente disse: “Gli elettori di Trump? Un branco di miserabili”.

Informazioni su Federico Cavalli

Studente del liceo classico Cristo Re molto interessato all'attualità ; attivo politicamente, aiuto capo scout cattolico F.S.E. Reporter di Critica scientifica e cofondatore del sito
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Un commento

  1. che titolo… la violenza è giusta e divertente. Si usa per sottomettere gli altri e avere potere. Non c’è nulla che un uomo possa volere di più che sottomettere per potere e far del male per gusto.

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