Riflessione sul DARWINISMO

Nella società di oggi, pochi si soffermano per confutare quelle teorie che vengono date per vere, nonostante le molte domande che lasciano irrisolte, dovute alle lacune che esse comprendono . Fra queste teorie date da molti come verità assolute, spicca quella del darwinismo. Prima di fare qualsiasi ipotesi, bisogna analizzare in che modo e in che contesto, si è propagata. Nel XVII secolo, Bacon scrive la Nuova Atlantide, descrivendo un mondo utopico, in cui la classe dirigente è composta da scienziati, i quali emettono dogmi, che il popolo apprende senza contestare, poichè “l’ha detto la scienza” (e se talvolta lo scienziato errasse, deducendo il falso ?).

Questa visione del mondo inizia a prendere vita nella seconda metà del 1600, con la fondazione della Royal society, istituzione che si occupa di scienza e che dipende dalla corona britannica. Si tratta di un istituzione che inevitabilmente renderà la scienza un mezzo per governare, essendo legata fortemente a varie logge massoniche. Verso la fine del 1700 si inizia a prendere in considerazione il concetto di evoluzione, grazie al ritrovamento di vari fossili. Successivamente Erasmus Darwin, il nonno di Charles, fonda la Lunar Society, con lo scopo di provvedere una concezione dell’uomo non più religiosa ma scientifica.

 

Egli nel 1796 scrive “Zoonomia”, dove afferma che tutte le forme di vita derivano da un progenitore comune. A distanza di pochi anni, Jean-Baptiste Lamarck espone la sua teoria, secondo la quale, l’uso o il disuso dei caratteri acquisiti contribuisce a sviluppare determinate caratteristiche negli esseri viventi delle successive generazioni (le giraffe hanno il collo lungo poiché nel tempo si sono sforzate ad arrivare ai rami più alti).

 

La visione di Lamarck, se applicata alla società, è estremamente rivoluzionaria: dato che l’intera popolazione tende al progresso per mezzo di una spinta innata verso il cambiamento (tesi rifiutata da Darwin), tutte le classi sociali si sviluppano insieme, la società presente sarà sempre superiore su tutti gli aspetti rispetto a quelle passate. E’ in questo periodo che nascono varie leggende sul Medioevo, demonizzandolo, poiché diventa necessario dipingere il passato come negativo e ottuso, al fine di far apparire tutto ciò che appartiene al presente come progresso. Fra queste leggende sorge il mito secondo il quale nel Medioevo si credeva che la terra fosse piatta: si tratta di una falsità, la struttura sferica del mondo è già dimostrata da Dante nella Divina Commedia. In seguito, Charles Darwin, prendendo molti spunti dalla teoria di Alfred Russel Wallace, elabora e scrive “l’origine della specie” nel 1859.

Bisogna sottolineare che questa è un epoca in cui si sta affermando il positivismo, ed in particolare in Inghilterra vi è una situazione di enorme instabilità sociale: si tratta di un paese in condizioni estreme, con un evidente contrasto fra ricchi e poveri, con bambini sfruttati e costretti a lavorare in fabbrica o nelle miniere, e coloro che detenevano il potere economico avevano tutto l’interesse di mantenerlo.

Il darwinismo sociale pertanto rende questa sperequazione economica legittima, poiché è lo stesso Darwin ad affermare, nelle sue memorie, che la sua teoria è nata dopo aver letto un saggio dell’economista Malthus. Nel “saggio sul principio della popolazione”, Malthus afferma che la povertà è causata dal numero di persone troppo elevato rispetto alle risorse disponibili: lo strato di popolazione “in più”, dunque i poveri, non devono riprodursi, altrimenti creeranno altra povertà, pertanto lo Stato non deve aiutare queste persone ma deve contribuire alla loro estinzione. Dunque l’estinzione dei poveri sarebbe la cosiddetta selezione naturale?

homas Robert Malthus (The Rookery, 13 febbraio 1766 – Bath, 29 dicembre 1834) è stato un economista e demografo inglese.

Marx ed Engels, noti per essersi espressi contro la diseguaglianza economica, non a caso affermarono che Darwin ha traslato nella natura, il sistema socio economico inglese. Inoltre, colpisce il fatto che Wallace, ideatore della teoria della selezione naturale, sia stato dimenticato, mentre viene celebrato solamente Charles Darwin: il fatto che, dieci anni dopo la pubblicazione della teoria, Wallace abbia ammesso che essa potrebbe valere per gli animali, ma di certo non per l’essere umano, in un contesto del genere, non l’ha di certo aiutato ad acquisire fama. Wallace contesta la sua stessa teoria poiché essa non può esplicare una serie di qualità che fanno parte esclusivamente dell’essere umano.

Per esempio, come si possono essere sviluppati, fra gli uomini primitivi, cervelli in grado di fare calcoli di matematica superiore, analisi matematica, puramente astratta, tramite selezione naturale? Anche supporre che l’occhio, dotato di diversi meccanismi ineguagliabili, che si completano a vicenda, dalla cornea alla pupilla, dalla retina al nervo ottico, sia stato creato per selezione naturale, non è plausibile.

Informazioni su Gabriele Giansante

Gabriele Giansante, nato nel 1997, studente del liceo classico appassionato di filosofia, musicista e nuotatore, coofondatore di questo sito, nemico del relativismo
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