L’Ungheria odierna e la sua Costituzione “retrograda”

 

Santo Stefano d’Ungheria

Il primo giorno dopo l’Assunzione della Madonna si festeggia, nel calendario riformato (in quello antico è al 2 settembre), Santo Stefano d’Ungheria, il primo re cristiano della Nazione magiara, che nell’Alto Medioevo contribuì a convertire quel popolo ancora barbaro, e che morì proprio nel giorno dell’Assunta, il 15 agosto dell’anno 1038, meritando di contemplare così Colei alla Quale aveva consacrato non solo la sua vita dopo il battesimo ma l’intero suo regno; Santo Stefano d’Ungheria non merita solamente l’aureola della santità, ma anche la lode politica e storica per aver fatto entrare i Magiari e gli Ungari, fino ad allora temuti barbari, nella Chiesa e nella storia europea. Il suo ruolo fu così importante che nemmeno il governo comunista riuscì a cancellarne la memoria, anche se trasformò la sua festa nazionale in agosto in una festa del Partito Comunista.

Figlio del capotribù dei pagani ungari, Stefano si convertì ancora giovane al cristianesimo e sposò una principessa tedesca (la futura Santa Gisella, che gli diede tre figli, tra i quali Sant’Emerico, giovane confessore); riuscì ad imporre la propria supremazia su tutti gli atri nobili e su tutto il futuro Stato magiaro e ad unificarlo tramite la diffusione della religione cristiana e la fondazione della Chiesa ungherese (il Battesimo dell’Ungheria, festeggiato il 15 agosto): fondò chiese, abbazie e monasteri (che divennero anche centri culturali), promosse la diffusione del latino e contrastò le usanze e il nomadismo, retaggi pagani, del suo popolo.
Cristianizzò interamente il sistema politico e la struttura della società; tollerante e aperto verso gli stranieri, secondo la tradizione devozionale, non di rado si travestiva da contadino quando era in viaggio ed offriva denaro ai poveri che incontrava.

 

Santo Stefano d’Ungheria

Proprio questo significa Regalità (sociale) di Cristo, e ovviamente di Maria, da Cristo Suo Figlio mai separata: che le leggi civili abbiano impronta cristiana, che l’intera società si riconosca come cristiana, che si tributi culto pubblico a Dio, soprattutto che i re e i governanti si ritengano non arbitri e padroni assoluti, ma anch’essi servi di Gesù, unico e vero Re, e chiaramente di Maria, Regina; Pio XI fu il Papa della Regalità di Cristo, che dogmatizzò nella magnifica enciclica “Quas primas” e nell’istituzione della solennità di Cristo Re (da celebrarsi nell’ultima Domenica di ottobre all’approssimarsi della solennità di Tutti i Santi a significare la sovranità anche temporale e sociale di Cristo, mentre il calendario riformata l’ha spostata alla Domenica precedente l’Avvento, riducendo tale sovranità solo al lato spirituale), mentre Pio XII, suo successore, fu il Papa della Regalità di Maria, dogmatizzata nell’enciclica “Ad Caeli Reginam” e nella festa di Maria Regina; giova ricordare che proprio Santo Stefano consacrò l’intera Ungheria a Maria Santissima, la Quale ha peraltro, tra i suoi tanti titoli, proprio quello di Regina dell’Ungheria.

Una tale alta concezione della politica e della società, accantonata dal Vaticano II, è ultimamente tornata in auge in alcuni Paesi (come il Perù e la Polonia), e, tra questi, proprio l’Ungheria, che nel 2011, sotto il governo di Viktor Orban, si è dotata di una nuova Costituzione che riconosce esplicitamente le radici e la natura cristiana delle leggi e l’apporto storico e spirituale di re Santo Stefano; eccone il preambolo (qui il testo tradotto completo http://licodu.cois.it/wp-content/uploads/2013/10/costituzione-ungheria-2011-it.pdf  ): “Noi, membri della Nazione Ungherese, all’inizio del nuovo Millennio, con senso di responsabilità per tutti gli Ungheresi, enunciamo quanto segue:
Siamo orgogliosi che il nostro re Santo Stefano mille anni fa abbia dotato lo Stato ungherese di stabili fondamenta ed abbia inserito la nostra Patria nell’Europa cristiana.
Siamo orgogliosi dei nostri antenati che combatterono per la conservazione, per la libertà e per l’indipendenza del nostro Paese.
Siamo orgogliosi delle eccellenti opere intellettuali degli Ungheresi.
Siamo orgogliosi che, nel corso dei secoli, il nostro popolo abbia difeso l’Europa combattendo e, con il suo talento e la sua diligenza, abbia contribuito alla crescita del suo
patrimonio comune.
Riconosciamo il ruolo del cristianesimo nella preservazione della nazione.”

 

Viktor Orban

Da notare che Orban è personalmente protestante, eppure sa bene che l’Ungheria è esistita storicamente solo grazie all’opera di Santo Stefano e della Chiesa Cattolica che lo guidava, e soprattutto sa che solo Gesù è Re, tanto spirituale quanto anche sociale e politico, del genere umano e delle nazioni nello specifico; oggi l’Ungheria è diventata una delle Nazioni più cristiane, e tale particolarità, che si deve prima di tutto a Santo Stefano, suo primo re cristiano, spicca a maggior ragione nel desertico mondo secolarizzato di oggi.

L’Ungheria, posta al centro dell’Europa, da quando ha conosciuto la vera fede cristiana (tanto che la sua era chiamata la Monarchia Apostolica, e il suo re, come quello di Francia, era consacrato con l’olio santo) ha dato un fondamentale contributo alla cultura e alla difesa del continente europeo: basti ricordare la figura di Janos Hunyadi, l’eroe che a Belgrado, nel 1456, fermò le truppe ottomane all’epoca in piena espansione, o il legame con l’Austria nell’Impero erede del Sacro Romano Impero, o la disperata resistenza anti-sovietica, sovranista e comunitari sta, nel 1956, purtroppo finita nel sangue; oggi l’Ungheria, guidata da Viktor Orban, uno dei politici più lungimiranti dell’UE (e, nell’UE, i cui popoli sono ormai sempre più separati dai loro governanti, uno dei più apprezzati), si è dotata di nuove leggi e di una nuova Costituzione dall’impronta comunitarista e sovranista, che ne hanno fatto una Nazione in crescita, e che possono essere per noi un modello.

L’Ungheria infatti non si vergogna del suo passato, della sua identità (a tutto tondo, tanto etnica quanto storica, culturale e religiosa), del suo padre fondatore, e non si vergogna di tutelare la famiglia come unione tra uomo e donna; questa Costituzione, definita ovviamente “retrograda” o “fascista” dai media mainstream, è paradossalmente una delle più belle e soprattutto attuali del continente europeo, una Costituzione recente e che però guarda al passato senza scordarsi di puntare al futuro, un futuro, però, ancorato saldamente alle proprie radici storiche e religiose, incarnate perfettamente in Santo Stefano d’Ungheria.

Qualsiasi europeo, soprattutto giovane, e qualsiasi “retrogrado” che si rispetti non può che amarla!

Informazioni su Roberto De Albentiis

"Classe 1991, studente di Liceo Classico e laureato in Giurisprudenza; si interessa anche di Scienza Politica, Economia, Storia e Filosofia, ma sa rilassarsi con cinema, videogiochi e concerti metal. Collaboratore volenteroso del sito."
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