Censura moderna: metodi diversi, stesso risultato

 

Con la figura dell’ “odiatore” siamo giunti alla creazione di un tipo antropologico nuovo che precede la possibilità di farne l’oggetto dell’odio (quello vero), quello destinatario degli orwelliani due minuti di odio, una figura alla quale il Corriere della Sera ha adesso cominciato a dare un volto adatto ad essere odiato dagli odiatori politicamente corretti.
Fonte: www.enzopennetta.it    Vi assicuro che sono più bello

 

Più volte, nel corso dell’ultimo anno, abbiamo parlato del pericolo di una eventuale censura mascherata sotto l’esigenza di dover fronteggiare le numerose “fake news” che prolificano in rete. Il tempismo con il quale abbiamo pubblicato l’ultimo articolo, si è rivelato perfetto, perché ormai siamo realmente sotto il controllo della psicopolizia, ovvero l’organizzazione paramilitare poliziesca presente nel libro “1984” di George Orwell (qui l’articolo in questione). Mi fa ridere pensare a come tutta l’intellighenzia nostrana si sia preoccupata, più e più volte, di vedere rispettata l’opinione altrui, in suolo americano, dopo l’elezione del presidente Donald Trump; mentre adesso, che la libertà  di opinione all’interno dei confini italiani è realmente a rischio, non si è levata una voce fuori dal coro: non sarà, per caso, che i nostri cari liberal siano allergici alla vera democrazia? Così sembrerebbe (badate bene, la libertà di espressione a rischio è solo la nostra, poiché, chi detiene i mezzi di comunicazione principali, fra cui radio, giornali, emittenti televisive ecc…, potrà tranquillamente continuare a fare falsa informazione).

Infatti, notizia di queste ultime ore, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, così come riporta il quotidiano “la Verità” (uno dei pochi apprezzabili in questo tempo di analfabetismo giornalistico), si è preoccupato di dare vita ad un tavolo di lavoro, con 51 ONG (organizzazioni non governative), con il compito di vigilare e controllare tutti i contenuti della rete italiana, con lo scopo di far chiudere tutti quei siti che dovrebbero essere, secondo la denominazione ufficiale, portatori ed incitatori d’odio.

Il ministro Andrea Orlando

 

Avendo il completo controllo degli “spazi reali” dell’informazione, i vari difensori e propugnatori del politicamente corretto vogliono assolutamente impossessarsi anche degli “spazi virtuali”, dove si è sviluppata la controinformazione che ha portato a vittorie popolari non previste e non volute dalle “grandi menti” occidentali (qualcuno ha per caso detto Brexit?).  La situazione è realmente preoccupante, soprattutto se si hanno presenti i nomi che compaiono all’interno del listone di ONG voluto da Orlando, tutte organizzazioni che lottano attivamente su dei temi molto caldi in questo periodo, come l’islam e l’immigrazione, passando per rom, gay e gender.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appare quindi palese come tutto ciò sia una copertura, non si vogliono colpire gli istigatori d’odio, ma esclusivamente chi occupa posizioni dissidenti rispetto a questi argomenti che sono divenuti il cavallo di battaglia della sinistra europea (e, ahimè, anche di una certa “destra”, se così si può chiamare). A rendere ancora più evidente tutto ciò, è il fatto che non siano state date indicazioni di alcuna sorta per definire che cosa si intenda con “discorsi incitanti all’odio”: fra le pagine di questo blog si sono espresse, sempre in modo civile e pacato, opinioni che attualmente vanno fortemente contro la logica del mondo, e sebbene non si siano mai usati toni “violenti”, vedendo i nomi delle ONG che dovrebbero vigilare su di noi, richiamo seriamente di essere chiusi per esserci dichiarati contro il gender, contro l’immigrazione incontrollata, contro l’accettazione del DDL Scalfarotto ecc… . In poche parole, se ci dovessero chiudere, sapete chi è il responsabile.

Ma come si fa a ripetere, sino alla morte, “dobbiamo difendere i nostri valori” se poi si approvano manovre così tanto liberticide? Come si può urlare a squarciagola la litania: “Libertè, Egalitè, Fraternitè” se loro sono i primi a non considerarci fratelli, a ledere le nostre vere libertà (qui non si sta difendendo il diritto a dire stupidaggini, ma quello di poter sostenere un’opinione legittima), e ad approvare leggi solo per imbavagliarci? Sinceramente non so come andrà a finire, forse mi converrebbe aprire un sito dove si parli esclusivamente di sport: in questo modo, di sicuro, non rischierei nulla. Sapete, l’importante è dare al popolo “panem et circenses”

 

P.S: se volete leggere altri articoli inerenti all’argomento trattato, vi consiglio vivamente di visitare i seguenti siti

www.enzopennetta.it

www.campariedemaistre.com

Informazioni su Federico Cavalli

Studente del liceo classico Cristo Re molto interessato all'attualità ; attivo politicamente, aiuto capo scout cattolico F.S.E. Reporter di Critica scientifica e cofondatore del sito
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Un commento

  1. Dittatura comunista

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