LA POLITICA COME TIFO DA STADIO

 

La reazione del segretario del PD nei confronti di una risparmiatrice truffata nella vicenda che ha coinvolto la cassa di risparmio di Ferrara sta facendo il giro di tutti i quotidiani nazionali.

Questi risultano divisi, come il PD stesso, sull’accaduto; chi riconosce l’inadeguatezza della risposta, chi invece si schiera con l’ex sindaco di Firenze in quanto “offeso perché gli è stato dato del ladro”.

Non mi soffermerò su chi ha ragione o torto, ma come dice il titolo, vorrei andare a parare da un’altra parte, sull’opinione della maggior parte dei “renziani”.

Come sappiamo i social network sono contenitori delle opinioni più diffuse nella fascia medio giovane della popolazione (<50). Una semplice lettura dei commenti sotto il post relativo all’accaduto sulla pagina di Renzi fa venire i brividi. La quasi totalità delle persone attacca la signora truffata, definendola una speculatrice, accusandola di aver sottoscritto “pericolose obbligazioni bancarie” con tassi d’interesse più alti di quelli dei titoli di stato, e quindi che in fin dei conti se l’è andata a cercare.

 

 

Renzi alla festa dellUnità di Bologna. Qui la risparmiatrice che l’ha contestato

Facciamo chiarezza su un paio di punti:

L’obbligazione bancaria NON è come un’obbligazione aziendale, perché le banche sono soggetti strettamente VIGILATI. Solo in Italia esistono due autorità con questo compito: la banca d’Italia, che opera come autorità amministrativa indipendente, e il comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR), presieduto dal ministro dell’economia e delle finanze, quindi a stretto contatto con l’esecutivo. Specialmente la Banca d’Italia è remunerata a livelli piuttosto alti (giustamente) per assicurare massima competenza dei soggetti vigilanti.

Quindi prendersela con la signora perché la banca va in fallimento è come prendersela con un passeggero se un aereo precipita perché gli addetti si sono dimenticati di fare il pieno.

Inoltre la normativa che fa ricadere le sofferenze bancarie sui creditori (Bail In, ovviamente proveniente dall’UE) ha agito anche su obbligazioni (subordinate e non) sottoscritte prima della sua approvazione. Quindi nel prospetto informativo dell’obbligazione non figurava la possibilità di un eventuale azzeramento del capitale.

Ricordiamo che prima del Bail In, il capitale dell’obbligazione subordinata non era mai a rischio, essendo capitale di credito, ma, in caso di fallimento, sarebbe stato rimborsato successivamente rispetto alle obbligazioni ordinarie.

Con il decreto salva banche le obbligazioni subordinate sono state fatte ricadere nella “bad bank”, ovvero sono state usate per pagare le sofferenze e poi mettere la parte di banca in passivo in liquidazione, e non hanno diritto al rimborso se il capitale ottenuto con la liquidazione non è sufficiente al rimborso delle obbligazioni senior e crediti privilegiati.

Dove voglio andare a parare? Beh è semplice, i renziani non perdono occasione per difendere, anche se in torto, il loro capo scout, pur dovendo attaccare duramente una loro concittadina truffata dei propri risparmi.

Non si guardano più i programmi dei partiti, ma si è di un partito e basta, pronti a difenderlo come se fosse la nostra squadra del cuore. La democrazia lentamente muore, perché oltre ad essere un diritto, comporta anche il dovere di prendere delle decisioni e di informarsi, mentre stiamo assistendo ad un regime di tipo oligarchico dove si ha piena fede nel partito e si sceglie di essere oggetto immobile e non reazionario delle sue decisioni.

 

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