I SOLITI BUGIARDI: LA PROPAGANDA RENZIANA

Il paese è in crescita, siamo usciti dal tunnel della disoccupazione grazie al #Jobsact, i risultati dei #millegiorni sono visibili a tutti, c’è chi lavora seriamente e ci sono i gufi!

Quante volte, nelle ultime settimane, avete sentito questi slogan?

Utilizzati da masse di tifosi della politica per difendere il loro idolo Matteo Renzi.

Allora approfondiamo!

Il PIL cresce dello 0.4% rispetto allo scorso trimestre (media europea 0.6%) e dell’1.5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno passato. Vorrei sottolineare come peggio di noi abbia fatto solo il Belgio (1.4%) mentre la media dell’area euro è 2.2% (fonte: Eurostat).

  1. Quindi da questo possiamo già renderci conto che, in una fase di espansione dell’economia, siamo quelli a trarne meno benefici: se tutto il mondo scendesse del 5% e noi scendessimo del 3%, vorrebbe dire che la politica economica dell’esecutivo è valida, ma allo stesso modo se tutti salgono e noi siamo tra quelli più in basso, la politica economica è fallimentare.
  2. Da dove proviene questo aumento del PIL? La risposta si trova nell’aumento della produzione industriale (dell’1.1% da maggio a giugno e del 5.3% su base annuale, fonte: ISTAT). A sua volta l’aumento della produzione non deriva dal “caldo” (come detto dai nostri amati pentastellati) ma dall’aumento delle esportazioni, che nel semestre gennaio-giugno 2017 hanno fatto riscontrare un aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: ministero dello sviluppo economico). Aumenti riscontrati in gran parte nell’export verso Germania, Francia, Usa, Spagna e Cina, guarda caso paesi che crescono più di noi, quindi consumano e importano di più… Renzi sta cercando di prendersi il merito di una crescita, ahimè, sotto la media e che non dipende minimamente da lui.

Vorrei far notare come all’aumento dell’export sia susseguito un maggiore aumento dell’import (11.3%, stesso periodo di riferimento); non appena in Italia arriva un minimo di ricchezza in più, il cambio sfavorevole causato dalla moneta unica, fortemente sopravvalutata, ci spinge a comprare più prodotti esteri, fattore propulsivo della disoccupazione, e limita le nostre capacità di esportazione.

 

 

Secondo punto è l’occupazione.

Chiariamo preliminarmente il concetto di Unità di lavoro (misura che utilizza l’ISTAT, usata per valutare la produttività).

Prendiamo una giornata lavorativa di otto ore: se un singolo dipendente lavora otto ore, si ha un occupato e un’unità di lavoro. Ma se due dipendenti lavorano per quattro ore ciascuno, si hanno due occupati e sempre un’unità di lavoro. Infatti pur essendo allo stesso livello di occupazione del 2008 circa, il “numero” di unità di lavoro è inferiore di un milione! (fonte: ISTAT). In sintesi hanno preso lo stesso numero di persone del 2008 e le hanno fatte lavorare di meno per poi andare a sbandierare i risultati su tv e giornali.

Inoltre, nel trimestre maggio-luglio si nota un aumento dello 0.3% dell’occupazione che riguarda quasi esclusivamente gli over 50 (fonte: ISTAT), ovvero i martiri della legge Fornero, obbligati a lavorare perché senza pensione.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi sostiene che i nuovi occupati siano per la maggior parte a tempo indeterminato, probabilmente ignorando che l’aumento dei contratti a chiamata nel 2017 è stato del 126.7% e che nello stesso anno sono 104.000 i nuovi occupati a tempo indeterminato (incluso apprendistato) e 231.000 quelli a tempo determinato (fonte: ISTAT).

Collegando PIL e occupazione, è evidente che la forza lavoro in più è trainata dall’aumento della produzione e quindi dalla crescita di altri paesi; l’unico merito del Jobs Act è stato l’introduzione del licenziamento facile che porta un’ulteriore flessibilità sul mercato del lavoro, per compensare lo svantaggio dovuto al cambio sopravvalutato imposto all’Italia con l’euro.   #millegiornidiballe.

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *