La società liquida

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Il sindacato studentesco dell’università di Oxford ha distribuito volantini nei quali si incoraggiano i giovani ad abbandonare l’uso dei pronomi “he” o “she”, lui o lei, e a diffondere la forma neutra “ze”. Questo neologismo ha lo scopo di venire in contro a tutti gli studenti LGBT che non si identificano né come maschi, né come femmine. Continue reading

La censura LGBT

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La testimonianza in prima persona di una mamma, due scritte in dissolvenza che appaiono e scompaiono in pochi secondi, due frasi recanti il messaggio: “a questa madre è stato tolto il figlio subito dopo il parto… Heater aveva concluso un contratto di maternità surrogata”. Un video dalla durata di trenta secondi che aggiunge una testimonianza alla già lunga lista di tragedie dovute alla barbara pratica dell’utero in affitto (o maternità surrogata se si accetta di parlare in modo politicamente corretto), testimonianza che vede come protagonista una giovane madre intenta a ricordare quegli orribili momenti dove per la prima ed ultima volta, prima che scomparisse definitivamente dalla sua vita, ha visto il suo bambino senza neanche avere la possibilità di tenerlo in braccio. Continue reading

Il fantasma del gender

Un fantasma anomalo si potrebbe dire, altro non fa che mostrarsi in pubblico attraverso testate giornalistiche e ordinamenti governativi — per esempio annidandosi di nascosto all’interno della riforma cosiddetta de “La Buona scuola” — accompagnato dalla litania “ce lo chiede l’Europa”.

È lo stesso quotidiano “La Repubblica” che, in occasione della manifestazione del 20 giugno 2015, intitola la prima pagina «Cattolici in piazza contro fantasma del gender»; strano, davvero strano, anche perché se si cerca la definizione di tale parola sui dizionari, vi sono principalmente due significati riportati: 1 Ombra, figura visibile di persona defunta che appare in allucinazioni ai sopravvissuti ; 2  Immagine irreale creata dalla mente. Continue reading